mercoledì 8 novembre 2017

SIMENON SIMENON. LA PASSIONE DI MAIGRET PER LA BIRRA VIENE DA LONTANO

E' Simenon stesso che ce lo spiega in un testo autobiografico degli anni '50

SIMENON SIMENON. LA PASSION DE MAIGRET POUR LA BIERE VIENT DE LOIN
C'est Simenon lui-même qui l'explique dans un texte autobiographique des années '50
SIMENON SIMENON. MAIGRET’S PASSION FOR BEER COMES FROM FAR AWAY
It’s Simenon himself who explains it in an autobiographical text from the 50s















Maigret senza birra? Beh... non sarebbe come Maigret senza pipa, certo. Ma potremmo immaginarci il nostro commissario senza la birra? In questi ultimi tempi su Simenon-Simenon ci siamo interrogati come potrebbe essere un Maigret d'oggi, magari portato sugli schermi... cosa cambierebbe, cosa rimarrebbe...
Ecco, tra i cambiamenti che "non" andrebbero fatti rientra a pieno titolo la passione per questa bevanda (benché non sia l'unica tra quelle abituali bevute dal commissario).
Perché quando Simenon ha costruito il personaggio tra gli elementi caratterizzanti, oltre la pipa, il chapeau-melon, la sua golosità, ha scelto anche la birra?
La risposta ce la fornisce lo stesso Simenon in un testo che il romanziere scrisse nel gennaio del 1953, dopo aver visitato la Brasserie Piedboeuf a Liegi.
Già, ma nel '53 Simenon non abitava negli Stati Uniti? Sì e infatti questo testo è stato scritto a Lakeville nel Connecticut, ma è ispirato dal viaggio fatto sei mesi prima in Europa in cui, oltre a Liegi, aveva toccato anche Parigi, Milano e perfino Roma.
Beh, quella tipica brasserie gli riportò alla mente le sue esperienze in vari locali del genere che aveva conosciuto a Liegi, ai tempi in cui lavorava a La Gazette de Liège.
Ma torniamo alla birra e alla domanda che ci siamo fatti: perché Maigret beve la birra?"
Nel testo citato lo scrittore ci rivela che si tratta di una domanda che gli viene rivolta molto spesso. E lui cosa risponde?
"Ve lo immaginate bere menta verde o anisetta?
E' una risposta non risposta. Come dire che è così perché non potrebbe che essere così. 
"...Beve birra perché non potrebbe fare altrimenti che bere birra - ci spiega Simenon - Perché voi avete il naso lungo? E perché mangiate patate fritte così spesso nei vostri pranzi?...". 
E sull'onda dell'inevitabiltà per il suo personaggio del bere birra, lo scrittore ci racconta i suoi ricordi delle brasserie di Liegi. E ci descrive il Café Haute-Sauvenière, tranquillo e pulito, dai frequentatori abituali e vicino al centro di Liegi.
Poi è la volta del Café de La Bourse, vicino al Théâtre Royal, tipico per gli appuntamenti delle cinque, per le partite a carte e di cui ricorda bene il gestore che lucidava ogni mattina la pompa della birra.
E poi ci parla di un terzo locale, di cui però non ci rivela il nome, ma di cui ricorda bene che la birra era servita da un bionda procace ("...sembrava uscita da un quadro di Rubens"...) che addirittura si sedeva con i clienti, beveva, rideva e cantava con loro.
Insomma, ma cosa c'entrano queste brasserie con il "perché il commissario beve la birra?"
"Credo che queste tre immagini forniscano la risposta alla domanda alla quale forse non avrei saputo rispondere senza il mio viaggio e la mangiata con i mei amici in una sorta di santuario della birra, la Brasserie Piedboeuf a Jupille - racconta Simenon - Lì ho ritrovato non solo i vecchi amici e quelli più giovani, ma nello stesso tempo anche il buon odore di birra fresca che rimane per me come l'odore del Belgio".
Ecco il motivo vero. 
La birra Simenon se la porta dentro (metaforicamente parlando) sin dalla sua gioventù, da quando viveva in Belgio. E ce l'aveva dentro anche quando, una decina d'anni dopo, dovendo costruire il commissario che lo renderà famoso. E la birra arriva spontanea, da dentro, come spontaneamente si traspone nel suo personaggio. Nessun motivo speciale dunque. Solo il fatto che per Simenon la birra era una tradizione radicata e di lunga data e, cosa più importante, veniva dalla sua terra.
Prosit!
(m.t.)  

3 commenti:

Andrea Franco ha detto...

Il testo di cui parla il post è "les demis de maigret", scritto a Lakeville(Connecticut) il 3 gennaio 1953.Lo si trova in "cahiers simenon 8"(boire et manger),fu scritto in seguito,pare,a una richiesta della birreria piedboeuf(a proposito:quante volte simenon nei suoi romanzi usò questo cognome?)di Jupille(Belgio).
lo si può leggere a questo link:
https://www.trussel.com/maig/demisf.htm

Fulvio Nolli ha detto...

Aggiungerei l'ovetto sbattuto nella birra, che la madre gli preparava da piccolo, all'ora della ricreazione scolastica. Pedigree cap.VII.

Maurizio Testa ha detto...

Bravi, tanks!