sabato 15 settembre 2012

SIMENON, COSA SCRIVEVA DI JOSEPHINE BAKER

Una tempesta che sconquassò gli ormoni di tutti i maschi parigini dall'ottobre del 1925. Per carità, gli uomini di Parigi non erano certo disabituati alle bellezze che esibivano le loro intime grazie a partire dal Moulin Rouge, giù giù alle sale di varietà più modeste. Ma quando arrivò da Saint-Louis questa creola dai capelli corti e avara di vestiti, che di muoveva sulle note del jazz  di Sidney Bechet (un clarinettista famoso, per altro bianco), che alle loro orecchie rievocavano ritmi tribali africani, tutti impazzirono. Fu tutto uno scandalo: quel suo abito di scena, il gonnellino di banane divenatato poi famosissimo, quei suoi capelli alla "maschietta", quella mancanza di pudore sul palcoscenico e quella sensualità ferina che sprizzava da tutti i suoi pori. Insomma fu un ondata che tramortì gli uomini (ma sedusse anche le donne) e alla quale non scappò neanche il giovane Georges Sim, allora ventiduenne, che fu accalappiato dalle spire sensuali di quella irresistibile ventenne.
La storia d'amore tra i due l'abbiamo già raccontanta (vedi Un uragano chiamato Josephine Baker). Oggi vogliamo proporvi invece quello che Simenon scriveva di lei, ma non in un suo segreto diario, o in un epistolario. No, negli articoli che allora pubblicava sui giornali popolari, in cui scriveva della Baker in modo estasiato, incantato, incurante di dimostrare così il suo trasporto nei suoi confronti.
Inziamo dalla sua presentazione: "... è senza dubbio il sedere più celebre del mondo e anche il più desiderato.... è un sedere fotogenico. Lo schermo riproduce i suoi contorni precisi e dolci , i suoi fremiti lascivi e movimenti più selvaggi..:". Non c'è dubbio che il cosiddetto lato "B" è quello che ha più colpito il giovane giornalista e da lì inizia a parlarne, senza metafore, né termini allusivi.
E così continua. "... l'abbiamo vista con l'aureola di banane, dai caldi riflessi d'oro. L'abbiamo vista contornata da piume rosa dai toni delicati che facevano risaltare il bronzeo della sua pelle. L'abbiamo vista nuda... Abbiamo soprattutto visto questo sedere talmente teso e talmente lontano dal busto... che costituiva un essere a parte, vivo di vita propria, lontano, molto lontano dal volto della Baker sul quale, burlescamente, gli occhi si riempivano di stupore..."
Abbiamo letto, scene si sesso nei romanzi di Simenon, ma uno stile così esplicito e crudo. Evidentemente il fuoco dei vent'anni e quello che chiedevano i giornali rosa per cui scriveva concorrevano entrambe a coniare questo linguaggio.
Ma poi dice che "... lei ride...e fa vedere tutti i suoi denti. Ride sprattutto con gli occhi, quei grandi occhi che hanno dei  riflessi così luminosi come quelli dei suoi lucidi capelli. Occhi con un bianco inverosimile in cui due carboni neri ruotano sia insieme che fissando due punti diversi...".
L'attrazione fisica, i vent'anni, l'essere del tutto disinibiti, li fecero uno per l'altro, in una storia di sesso e di attrazione tanto intensa quanto breve.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

simenon partecipò anche alla creazione della rivista "josephine baker magazine",che tuttavia durò un solo numero.era l unico articolista del periodico...
e nel romanzo chair de beauté(in cui si trovano yves jarry e L53),uscito presso fayard nel 1928,uno dei protagonisti principali(nadia)è una ballerina che assomoglia moltissimo alla baker