giovedì 27 settembre 2012

SIMENON. IL DESTINO, IL GIUDICE E I TESTIMONI

Nel 1954, anno della partenza dagli Usa per il suo ritorno definitivo in Europa, Simenon scrive l'ultimo romanzo americano. E' un bel romanzo legato ad un giudice ad un processo... anche se chiamarlo legal-thriller sarebbe un po' riduttivo, o meglio, non ne renderebbe bene i contenuti e il taglio. Si tratta di un romanzo in cui ritroviamo i temi del destino, quelli dell'incomprensione coniugale, di ciò che appare o che crediamo di sapere e ciò che è realmente. Insomma una storia che per personaggi, vicende e motivazioni psicolgiche, s'inserisce a pieno titolo nella produzione classica del romanziere. Ma c'è un'altro motivo per cui gli sono particolarmente legato, se mi è permessa una parentesi personale. Infatti Simenon finì di scrivere Les témoins nel suo ranch Shadow Rock Farm a Lakeville (Connecticut) proprio il 27 settembre 1954, proprio, modestamente, nel giorno della mia nascita.
Ma a parte le coincidenze temporali, vorremmo portare l'attenzione  su questo romanzo che non tutti avranno avuto la possibilità di leggere, dal momento che Mondadori lo pubblicò nella collezione La Medusa nel 1967 di cui poi ci fu una sola ristampa. Insomma un libro poco conosciuto in Italia (e non di rado confuso con un'inchiesta del commissario: "Maigret e i testimoni recalcitranti" Adelphi, oppure "Maigret e i testimoni reticenti" come titolava la vecchia serie di Mondadori). Questo è un romanzo in cui un giudice, una categoria verso la quale Simenon non nutre grande simpatia, durante un processo ha una sorta d'indentificazione con l'imputato, accusato di aver ucciso la moglie. Il magistrato non vuole uccidere la propria consorte, ma ha con lei dei probemi, notevoli. La donna infatti soffre di cuore e da cinque anni vive a letto, ha delle crisi dei momenti migliori, comunque la malattia non migliora né peggiora. Ma siccome le crisi si manifestano sempre quando il giudice ha qualche impegno importante ed avrebbe bisogno di calma e concentrazione, inizia a credere che siano crisi fasulle, solo per disturbarlo, intralciarlo sul lavoro, creargli problemi nei momenti meno opportuni. E più passano gli anni e più questa per il magistrato diventa una certezza. Il destino s'incaricherà di mettere le sue mani sia sulla vita dell'imputato che su quella del giudice, in modo del tutto imprevisto e cambiando la vità di entrambe... in meglio.... in peggio? E il destino prende la forma di testimoni a carico, di quelli a discarico e soprattutto di quelli che non ci sono.
E' il destino e va seguito fino in fondo. Il romanzo scava nelle relazioni interpersonali tra marito e moglie, ma anche sull'idea del giudice di cosa farebbe e cosa penserebbe se fosse lui l'imputato, restituendoci una profondità considerevoli dei personaggi.
Non è un romanzo dei più famosi e citato, ma Les Témoins è un esempio paradigmatico dell'opera simenoniana, che ci porta ad esplorare le più profonde motivazioni umane e che ci mostra l'inutilità degli sforzi e la vanità dei propri convincimenti di fronte al destino, che si tratti di un stimato e rispettato giudice o di un povero ubriacone come l'imputato.

2 commenti:

Andrea Franco ha detto...

Les temoins è un romanzo particolarmente riuscito(come molti tra quelli scritti nella prima metà degli anni cinquanta).simenon miscela in modo interessante la vita privata del giudice lhomond con il processo che si sta svolgendo.il finale rivelerà un inaspettato risvolto degno di un romanzo sentimentale.
Ps:Auguri Maurizio!

Murielle Wenger ha detto...

Buon compleanno, Maurizio !
Tous mes voeux de bonheur et de santé !