venerdì 14 settembre 2012

SIMENON. GEORGES E IL CASO "DENYSE"

Nella sua vita Georges Simenon ebbe almeno due occasioni di confrontarsi con casi di depressione e le conseguenze su persone che gli erano molto vicino. La seconda moglie Denyse e la figlia Marie-Jo. Certo cause diverse, depressioni diverse, modi di reagire e di distruggersi differenti. Oggi ci occupiamo della moglie canadese che probabilmente era sempre stata un po' instabile, con dei complessi di inferiorità e, quando entrò nella sfera affettiva di Georges, non si accontentò di essere la sua compagna. Il pretesto con cui era entrata in casa Simenon era quella di fare la segretaria-traduttrice allo scrittore, anche se l'amore tra i due era la vera natura di questa convivenza (vedi La calda stagione di Denyse e Georges). Ma Denyse prese alla lettera anche il suo incarico e anzi allargò le sue attività a mansioni che non sarebbero state di sua competenza. Questo placava il suo senso di insicurezza e Georges lasciava correre, anche se era consapevole che in certi ambiti i risultati del lavoro della consorte non erano positivi. Ma la comprendeva ed era disposto anche ad andare incontro a dei problemi, pur di vederla gratificata. Ma lei, una volta messe le mani sugli affari, continuava a patire le incertezze di una donna che vive in un (relativo) incognito la sua situazione sentimentale. Anche se ormai il matrimonio tra Georges e Tigy da tempo non poteva più chiamarsi tale, lei durante cinque anni non fu ufficialmente né la compagna dello scrittore, né tantomeno la signora Simenon. Anche quando, a fine settembre del '49, mise al mondo il secondo figlio dello scrittore, Johnny, e nemmeno un anno, dopo il divorzio di Georges da Tigy, con il matrimonio era diventata ufficialmente la moglie dello scrittore, madre di suo figlio, la situazione non cambiò.
Entrava infatti in scena il complesso d'inferiorità che si palesava soprattutto nelle (poche in verità) occasioni mondane o di lavoro che Simenon doveva presenziare. In quei frangenti le attenzioni dei vip, quella dei giornalisti, dei fotografi, erano ovviamente tutte per lo scrittore. La consorte era spesso lasciata in disparte, fuori da quel cono di luce che invece si accendeva sul marito. Lei faceva di tutto per essere una moglie al livello della situazione: vestiti da diva, costosi gioielli, toilette interminabili, la fisima di arrivare ultima e inscenare la sua éntrée al braccio del famoso marito. Ma tutto questo non serviva, lei rimaneva sempre nell'ombra. L'esempio culminante fu quello di quando Simenon fu chiamato a fare il presidente della giuria del Festival del Cinema di Cannes nel 1960. Tra la popolarità del marito, il suo importante ruolo e tutte le famosissime star che giravano per il festival, la sua era una lotta impari. Per quanto facesse era sempre mortificata (vedi Spese pazze per M.me Denyse per il Festival di Cannes).
E a tutte queste difficoltà Denyse reagiva bevendo sempre più, sfogandosi con il marito in violente e furibonde litigate, trattava male la servitù. Sbalzi di umore, l'instabilità mentale e la depressione avevano una conseguenza anche su lavoro che svolgeva. Al punto che al ritorno in Europa, con la scusa che la conoscenza della lingua inglese non era più importante, Georges le tolse tutto il lavoro per affidarlo ad un'efficiente e capace giovane, M.me Aitken, che poi seguirà per sempre il lavoro dello scrittore. Questo fu un altro colpo. Ormai la situazione per lei era fuori controllo e nonostante la coppia avesse avuto altri due figli Marie-Jo e Pierre, la convivenza diventava ogni giorno sempre più difficile. Denyse giunse a prendersela anche con i figli e soprattuttto con Marie-Jo che era molto attacata al padre, e sembra che ci sia stato un episodio allimite dell'incestuoso tra madre e figlia che segnò pesantemente Marie-Jo, che di per sè aveva già mostrato dei problemi.
Nel corso degli anni Denyse era stata in cura da diversi medici, ma con scarsi risultati, ci furono anche dei periodi passati in case di cura, finchè nell'aprile del 1964 fu ricoverata in una casa di cura a Neuil, ma fu una partenza definitiva, un punto di non ritorno. (vedi Denyse, il declino e la separazione) Denyse passò da un clinica all'altra e infine andò a vivere per suo conto, alimentando un risentimento fortissimo nei confronti di quello che legalmente rimaneva suo marito (i due non divorziarono mai). Voleva distruggerlo, mostrare alla gente come, a suo avviso, era in realtà. Scrisse aiutata da un giornalista un libro Un oiseau pour le chat (vedi Denyse e la vendetta nero su bianco) dove metteva a nudo il proprio rapporto con lo scrittore e tutte le pretese "mostruosità" di Georges.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

un oiseau pour le chat è un libro che ritengo sia solo stato un modo di sfruttare la popolarità di simenon,ragion x cui mi son sempre rifiutato di leggerlo