venerdì 7 ottobre 2016

SIMENON SIMENON. IL CICLONE "BAKER" MA GEORGES RESISTE

La grande passione mette l'esordiente scrittore ad un bivio non facile

LE CYCLONE "BAKER", MAIS GEORGES RESISTE
La grande passion place l'écrivain débutant à un carrefour pas facile
THE “BAKER” CYCLONE, BUT GEORGES RESISTS
Great passion puts the debuting writer at a difficult fork in the road




"Parigi - 2 ottobre 1925 - Théatre des Champs Elysées. Debutta  "La Revue Negre" (annunciata da un bellissimo manifesto di Paul Colin), venticinque artisti, musicisti del calibro di Sidney Bechet, e...  Josephine Baker, mulatta, 20 anni, cantante di blues, ballerina, molto sexy e quasi per nulla vestita che, dopo un'ora di spettacolo, sarebbe diventata la star più osannata di Parigi e non solo. Successo e scandalo. Pubblico dei grandi avvenimenti: magnati dell'industria, playboy facoltosi, importanti uomini politici, nobili ancora non troppo decaduti... ma la scelta di Josephine cade su Simenon, allora giovane scrittore ancora sconosciuto (e già sposato con la prima moglie Tigy), che non solo la seguì assiduamente nei suoi successivi spettacoli, ma evidentemente aveva un gran fascino anche su una star come la Baker. La loro storia durò fino al 1927, quando lo scrittore la lasciò per non correre il rischio di divenire, come lui disse "monsieur Baker".
Così scrivevamo, quasi sei anni fa' su Simenon-Simenon, era il 20 novembre 2010.
Abbiamo poi dedicato a questa vicenda numerosi post un po' per il clamore che questa storia suscitò. Simenon giovane esordiente sconosciuto e lei la star più acclamata di Parigi, una relazioni di quelle che fa sognare, che ci riporta nelle atmosfere di un'era dorata, di quella Parigi che più passa il tempo e più aumenta il suo fascino.
Ma c'è un altro motivo. Un paio di giorni fa' abbiamo pubblicato un post in cui ci chiedevamo se mogli e compagne di Simenon avessero avuto o meno un ruolo sulla scrittura del romanziere. E abbiamo concluso che, almeno a nostro avviso, non ci fu una specifica influenza di Tigy prima e di Denyse e Teresa dopo. 
Ma la storia con Josephine Baker mise davvero a dura prova la determinazione di Simenon.
Potremmo dire che fu un punto nodale della sua vita letteraria e non solo, forse non abbastanza considerato. Sappiamo che Simenon, nonostante fosse sposato, rimase letteralmente stregato da quella furia mulatta che d'altronde aveva stregato tutti i parigini. Ma la relazione tra i due era più forte di quello che ad una prima valutazione potrebbe sembrare. 
Simenon, lo sappiamo bene, quando arrivò a Parigi per tentare la sua fortuna nel campo della letteratura, aveva già in mente un percorso ben preciso. Sapeva che avrebbe dovuto fare un certo numero di anni di gavetta. "L'apprendistato", come lo chiamava lui stesso. Nonostante venisse da un'esperienza di scrittura giornalistica a La Gazzetta di Liegi, scrivere narrativa era un'altra cosa e Simenon era conscio della necessità di tutto questo, nonostante avesse delle qualità innate che lo favorivano non poco.
E poi già aveva fissato le successive tappe. Arrivato ad un certo livello, ci sarebbe stato un periodo ponte che lo avrebbe portato alla letteratura con la lettera maiuscola. Questa fase fu quella che poi coincise con i Maigret, cosa che allora lui ancora non poteva prevedere. Ma era una fase in cui non avrebbe più scritto su ordinazione e nella quale avrebbe deciso lui temi, personaggi, ambientazioni, stile. Maturata anche questa esperienza, sarebbe approdato ai romanzi tout court, un traguardo che richiedeva tempo, pazienza e determinazione.
Negli anni della sua storia con la Baker Simenon aveva poco più di vent'anni e aveva appena iniziato a pubblicare sulla pagina culturale de Le Matin i suoi racconti, firmandosi come Georges Sim. 
Il vortice Baker, non coinvolgeva il giovane scrittore solo sentimentalmente, ma lo vedeva anche impegnato nel progetto di una pubblicazione tutta dedicata alla star, ma addirittura a gestire gli affari della soubrette. Insomma il coinvolgimento se non totale lo era quasi.
E' questo un momento delicato. Simenon, con molta probabilità, stava perdendo la strada di quel programma così chiaro e rigoroso che aveva in mente. 
E il suo obbiettivo? Sarebbe passato in secondo piano? O magari lo scrittore sarebbe riuscito a gestire entrambe le cose?
Probabilmente no. 
Lui stesso ad un certo punto si disse che facilmente sarebbe diventato lui "Monsieur Baker" piuttosto che lei "M.me Simenon"Qualcosa o qualcuno ebbe il potere di riportarlo con i piedi per terra e di permettergli di osservare quella situazione con maggior distacco, valutandone le conseguenze.
E il fatto che fu lui a troncare la relazione, conferma questa ipotesi. Se ci si passa l'immagine, fu come se Simenon si fosse svegliato da un sogno e avesse ripreso contatto con la realtà e la sua determinazione fosse riaffiorata completamente, diradando quella nebbia dorata che lo aveva avvolto e che aveva fatto sbiadire la vera missione della sua vita: quella di diventare un giorno romanziere. E su questo non poteva essere fermato da nessuno, nemmeno da quella conturbante sirena che rispondeva al nome di Josephine Baker. (m.t.)

4 commenti:

  1. Murielle Wenger7 ottobre 2016 09:41

    Superbe texte, Maurizio ! Bravissimo !

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  2. nel 1927 simenon pubblicò anche una rivista curata interamente da lui stesso:josephine baker's magazine"

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    1. Murielle Wenger7 ottobre 2016 10:10

      En réalité, le magazine n'a jamais vu le jour... Le projet était en route, certaines pages étaient déjà écrites et illustrées (elles sont archivées au Fonds Simenon), mais la rupture entre Simenon et Joséphine intervint avant la parution du magazine...

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    2. buono asapersi..comunque simenon dedicò alla baker articoli su le merle rose,rivista leggera dell'epoca

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