mercoledì 12 giugno 2019

SIMENON SIMENON. LA PAROLA AL FIGLIO

Parliamo di un libro scritto da Pierre, l ‘ultimo figlio dell’autore

SIMENON SIMENONLA PAROLE AU FILS 
On parle d’un livre écrit par Pierre, le dernier fils de l’auteur 
SIMENON SIMENON. WORDS TO HIS SON 
We talk about a book written by Pierre, the author’s last son 

Pierre Simenon, ultimo dei quattro figli avuti da Georges, è nato nel 1959 ed è l’unico, se si escludono i tentativi giovanili della defunta sorella Marie–Jo ,ad aver cercato di seguire, sia pure in età matura, le orme del padre.
Dopo aver abbracciato (ed in seguito accantonato) la carriera di avvocato, ha scritto alcuni libri, tre per la precisione. Si tratta di due romanzi e un libro autobiografico, del quale ci occuperemo oggi.
De père à père (Flammarion 2015) racconta la vita del più giovane dei figli dell’autore portandoci a conoscenza di lati meno poco conosciuti, della vita di Georges Simenon.
Scritto negli Stati Uniti, nazione in cui Pierre vive, è strutturato come un diario di viaggio (il suo trasferimento "coast to coast" dalla California al Vermont).
Il libro è decisamente interessante, lo stile di scrittura peraltro è francamente scorrevole, nello specifico viene narrata, dal punto di vista del figlio dello scrittore, una buona parte di quella biografia già nota e molto spesso analizzata. Da questa nuova prospettiva risulta  diversa; si parla, tra l’altro, dei problemi di depressione e alcolismo della madre (la canadese Denyse Ouimet, seconda moglie dello scrittore), dai risvolti che essi ebbero sul nucleo famigliare a quelli che influirono sulla coppia, fino ad arrivare alla relazione tra Georges e Teresa Sburelin con l‘ìnizio di una nuova vita anche nelle relazioni interpersonali nella grande casa di Epalinges. 
Pierre Simenon
Simenon non viene mitizzato, anzi non mancano infatti dei rimproveri per i periodi in cui il padre risultava assente e per le mancanze del genitore avvertite da Pierre sia per quanto riguardava il dialogo che per la presenza affettiva. Georges Simenon, però, ne viene fuori, nel complesso, come una buona figura di padre e come guida positiva per il figlio. Molti lati del suo carattere e della sua quotidianità nel suo ritiro svizzero, peraltro, confermano ciò che si era appreso dalla lettura dei “dictées”. Non resta che vedere sei nei due romanzi pubblicati da Pierre Simenon (Au nom du sang versé e L’enfant de Garland Road, entrambi appartenenti al genere thriller) si sia in qualche modo trasferita all’autore la straordinaria verve comunicativa paterna. Auspichiamo, comunuqe, che le tre opere letterarie scritte del più giovane dei Simenon possano essere al più presto tradotte e rese disponibili per il pubblico italiano. 

Andrea Franco 

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