mercoledì 5 giugno 2019

SIMENON SIMENON. LUOGHI COMUNI SUL ROMANZIERE: VERI O FALSI?

Fake news, dicerie, leggende... ma quante "voci" sono girate su Simenon?

SIMENON SIMENON, LIEUX COMMUNS SUR LE ROMANCIER: VRAIS OU FAUX ?
Fake news, rumeurs, légendes… mais combien de bruits ont couru sur Simenon ?
SIMENON SIMENON, CLICHES ABOUT THE NOVELIST: TRUE OR FALSE?
Fake news, rumors, legends… how much hearsay circulated about Simenon?





1913.Siamo a Liegi e la biblioteca comunale è gestita da Joseph Wrindts, poeta e letterato di lingua vallone. C'è un ragazzino di una decina d'anni che ogni settimana arriva e fa il pieno di libri. Quattro, cinque, di più non  si possono prendere. Ma quel ragazzino come fa a leggere tutti quei volumi in una settimana? Wrindts ha l'impressione che sia un bluff. Quando il piccolo Simenon ritorna la settimana successiva, inizia a fargli domande sulla trama, sui nomi dei protagonisti, sui finali e così continuò per qualche settimana, finché non dovette arrendersi al fatto che i libri venivano veramente tutti letti. E allora per soddisfare le pressioni del ragazzo ad avere più libri, Wrindts escogitò il sistema di fare un'altra tessera nome del padre, poi del fratello... e così quella sorta di bulimia della lettura poteva essere soddisfatta!
Vero o falso? Sembra sia tutto vero, su questo diverse biografie concordano.
Ma cronologicamente é la prima voce di una credibilità incerta. Che un bambino di dieci anni o poco più leggesse tutti quei libri, per di più di romanzieri russi, francesi dell'800, insomma poco credibile.
Nel personaggio Simenon non è davvero facile distinguere le voci o i "si dice" veritieri da quelli inventati. Il fatto è che il suo iperattivismo, il voler superare sempre i limiti delle cose che le persone normali facevano "normalmente", rende difficile discernere tra il falso e il veritiero di ciò che gli é stato attribuito.
Prendiamo ad esempio (e facciamo un salto in avanti di quasi 65 anni) quando nel corso di una celeberrima intervista, Simenon rivelò d'aver avuto rapporti con 10.000 donne. Boom! Si disse subito che fosse una sparata, tanto per rendere bene l'idea di quanto lo scrittore fosse attratto dal sesso che peraltro arrivò ad affermare che per lui era come una semplice pulsione fisiologica... Un'esagerazione sicuramente, si disse allora..... ma siamo sicuri? Questa leggenda è così conosciuta che ci siamo soffermati a fare qualche conto. Supponiamo che Simenon sia stato un precoce frequentatore del sesso e diciamo che a 15 anni possa aver avuto i primi rapporti. E supponiamo che la sua attività sessuale sia stata particolarmente longeva, tanto che lo troviamo a 70 anni ancora attivo. Ben 55 anni! I 10.000 rapporti diviso questi cinquantacinque anni fanno poco più di 180 ogni anno. Questo significa all'incirca un giorno sì ed uno no. Non che sia un ritmo così normale, ma come misura media tende a diventare una cadenza non così incredibile. Anche perché è lui stesso che ha scritto e raccontato che aveva anche più di un rapporto al giorno. Ma calcolatrice alla mano quindi la sparata fatta a Fellini, per "épater les bourgeoises", era una stima approssimata quasi per difetto!
Vogliamo parlare di fake-news, come si dice oggi? Una è quella del "romanzo nella gabbia di vetro" . L'intenzione c'era. Siamo nei primi anni '20 e l'editore Eugene Merle per lanciare un nuovo quotidiano, aveva pensato di chiudere il giovanissimo scrittore in una gabbia di vetro a scrivere un romanzo in pochi giorni, davanti a tutta la gente che poteva osservarlo scrivere. Trama e personaggi sarebbero stati forniti dai lettori del nuovo quotidiano. Location: un terrazza nei pressi del Moulin Rouge. Merle era lanciatissimo ed entusiasta, Simenon invece man mano che si avvicinava il momento, nutriva sempre maggiori dubbi. Beh, alla fine non se ne fece nulla perché la polizia, per motivi di sicurezza, vietò la manifestazione. Eppure questa storia del romanzo scritto nella gabbia di vetro perseguitò Simenon per anni, con giornalisti che assicuravano di averlo visto, la voce nel corso degli anni prese vigore anche perché avvalorava la tesi di quel periodo, del Simenon dalla scrittura atletica  (il riferimento era alla sua velocità, fino a 80 pagine al giorno per sua stessa ammissione). Ma questi exploit, veri o falsi accreditavano più l'immagine dello scrittore fenomeno che quella dello stimato romanziere che invece Simenon sognava da sempre. 
Simenon fu prima messo sotto inchiesta dalle autorità francesi collaborazioniste che lo accusavano di avere ascendenze ebree visto che il suo cognome, Simenon, era, a loro avviso, una palese derivazione da quel Simon sicuramente ebraico. Ebbe il suo bel da fare per dimostrare che i suoi avi erano incontestabilmente protestanti. Dopo la guerra invece dal Fronte di Liberazione Francese, fu accusato di collaborazionismo, perché aveva venduto i diritti di alcuni suoi romanzi alla casa cinematografica Continental, ufficialmente franco-tedesca, in realtà di proprietà del ministro della propaganda hitleriano, Joseph Goebbels. Simenon non sapeva? O come poteva non sapere? Da questa vendita Georges ricavò denaro e soprattutto un lasciapassare che gli permetteva di circolare liberamente tra le zone libere e quelle occupate della Francia. Le accuse in realtà non erano corroborate da significative prove e le probabilità che fosse processato erano, a dispetto del rumore che fece il fatto, assai remote. Ma un Simenon, spaventato come poche volte, fuggì in America e ci restò dieci anni.
Quando mise in scena il personaggio del commissario Maigret, gli conferì qualità e caratteristiche che avrebbe voluto voluto per sé. Vero o falso? E la M.me Louise era davvero, come si dice da più parti, il suo ideale di moglie?  Ed era vero o no che l'état de roman in cui scriveva gli costava oltre mezzo chilogrammo ogni seduta di scrittura e cioè ogni capitolo? E quindi perdeva più o meno sei chilogrammi a romanzo? 
Altre voci e alti "si dice"... quanti se ne potrebbero trovare? Dateci una mano, lettori di Simenon-Simenon. (m.t.)

Nessun commento: