sabato 15 febbraio 2014

SIMENON SIMENON. GEORGES DA CHIERICHETTO A LIBERTINO

Delle abitudini sessuali di Simenon e del suo bisogno di rapporti pluriquotidiani con donne, anche prostitute, se ne è parlato fin troppo. Anche se non ci fosse stata quella storia delle diecimila donne detta a Fellini, la sua fama di "stallone" sarebbe stata comunque ben solida. Quello su cui vorremmo soffermarci oggi è la metamorfosi che lo portò ad essere da un enfant de choeur, cioè un bambino ingenuo e uno di quelli che serviva messa, a un uomo in aperto dissenso con la chiesa e dai costumi così liberi.
Il piccolo Georges questo era, un enfant de choeur, d'altronde la rigida religiosità della madre, che in casa faceva il bello e il brutto tempo, non avrebbe concesso deviazioni in merito. E non tanto solo per convinzione, ma soprattutto per quello che temeva di più, il giudizio della gente. La rispettabilità e la condotta irreprensibile erano uno scudo nei confronti dei commenti dei conoscenti e dei vicini. La situazione economica della famiglia Simenon non era delle più floride, anche a causa, sosteneva Henriette Brull, dell'incapacità del marito di farsi strada nel lavoro. Désiré, impiegato in una società di assicurazione, aveva rinunciato a nuovi incarichi che potevano essere rischiosi, ma che avrebbero anche potuto fargli guadagnare molto di più. La dignità della famiglia, dipendeva, secondo lei, anche dai soldi, da come potevano vestirsi nei giorni di festa, dal tipo di spesa che poteva fare presso i negozi alimentari. La gente guardava e giudicava. E la madre non tollerava che si dicesse alcunché sul loro conto. E ovviamente in questo quadro la frequentazione della chiesa, anche da parte di Georges, era un tassello della dignità della famiglia.
Quando e come Simenon "passò la linea"?
Successe intorno ai quindici anni, quando iniziò a manifestare insofferenza per la scuola, per l'autorità, ma anche per l'educazione religiosa. E' il momento della scoperta delle donne e del crollo di quei tabù sul sesso che la sua educazione cattolica gli aveva sempre imposto. Un vecchio Simenon ricorderà: "...Io volevo fottere e la chiesa mi diceva che mi sarei  dannato. Allora mi sono sbarazzato di tutto... La verità era solo questa: all'origine c'era un no netto in contrapposizione alla sedicente morale sessuale del cattolicesimo..." (H. Guillemin -1989). D'altronde Simenon non fece mai mistero di giudicare "impraticabili, irragionevoli e assurde" le pretese della chiesa cattolica sul comportamento sessuale.
D'altronde in Quand j'étais vieux (1961) Simenon esplicita con poche e semplici parole il suo atteggiamento: "...considero tutte le pratiche sessuali come naturali e belle...". E ciò pone fine ad ogni altra discussione.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

nel racconto maigrettiano " Le témoignage de l'enfant de chœur"(1946)si trovano molti riferimenti autobiogradfci del simenon chierichetto