martedì 11 febbraio 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET: PERSONAGGIO DENTRO O FUORI IL '900?



Maigret è un personaggio de XX secolo, innegabilmente: il suo modo di vestire, i suoi gusti culinari, le sue abitudini, tutto questo fà pensare in effetti ad un uomo ben ancorato alla propria epoca, quella in cui il creatore l'ha ideato. Simenon concepisce Maigret alla fine delgli anni folli, all'alba della grande crisi che scuoterà l'Europa. Il suo personaggio si muove in una Parigi dell'ante-guerra, quella stessa che ha conosciuto Simenon. Per parecchio tempo l'autore descriverà proprio quel mondo e i romanzi di Maigret vi si susseguono, anche se la maggior parte non sono datati specificamente in quell'epoca. Durante tutto il periodo americano, il romanziere evoca la nostalgia della Parigi degli anni '30 nella serie dei Maigret e occorrerà aspettare il suo ritorno in Europa perché, poco a poco, Maigret evolva verso un ambiente più contemporaneo e perché Simenon gli trasmetta le proprie reazioni di fronte ad un mondo che sta cambiando, quello degli anni '50 e poi dei '60, con l'evoluzione dei costumi, i cambiamenti sociali, il progresso scientifico e tecnologico. Maigret scopre le donne in pantaloni, la televisione, la sua Parigi invasa dalle automobili e bloccata negli ingorghi, e diventa via via un commissario sempre più nostalgico, soprattutto nella ultima parte del corpus maigrettiano.
Insomma Maigret è un uomo del suo tempo, un uomo del XX secolo, di un periodo tra due guerre che hanno lasciato delle tracce indelebili. Ma... Ma allo stesso tempo la parte essenziale del personaggio, il suo essere profondo la sua sensibiltà per l'uomo, tutto questo ne fà un personaggio senza tempo, che appartiene a tutte le epoche e a nessuna, e che riesce ancora a parlare ai nostri contemporanei: i suoi interrogativi sul destino dell'Uomo, la sua straordinaria facoltà di farsì tutt'uno con l'ambiente, e anche con il tempo che fà, la sua nostalgia dell'infanzia passata, i piccoli piaceri che è capace si assaporare da un raggio di sole, da un buon bicchiere di vino bianco fresco o dal sorriso di M.me Maigret... tutto questo parla ai lettori di quasiasi epoca. E senza dubbio è per questo che dopo aver conosciuto un immeddiato successo, questo dura ancor oggi a distanza di tanti anni,  in un'epoca così differente da quella in cui è stato creato.
Quest'anno saranno 85 anni che Simenon ha abbozzato il suo primo Maigret, Pietr Le Letton, e 85 anni più tardi quel commissario continua a vivere nella gente con passione, capace di trasmettere al lettore la propria passione e questo succederà per molti anni ancora... Murielle Wenger

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

perfettamente d accordo sull analisi della sempre precisa Murielle(merci!) ma anche io sottolineo che le qualità umane di maigret ne fanno un uomo senza tempo ,capace di attraversare le epoche.e poi che atmosfera a leggere un maigret nella parigi anni 30 o 50 o scoprire paesini della provincia francese della stessa epoca