martedì 18 febbraio 2014

SIMENON SIMENON. L'ULTIMO ROMANZO CONOSCIUTO

Ottobre 1971. Georges Simenon vive ancora nella grande villa di Epalinges con la sua nuova compagna Teresa Sburelin. L'enorme casa che aveva fatto costruire appostamente per la grande famiglia Simenon è ormai vuota. La moglie Denyse è ormai da tempo fuori dal cerchio magico dei Simenon. Il figlio Marc è a Parigi dove lavora per la televisione e il cinema, A Parigi vive anche la figlia, Marie-Jo, con tutti i suoi non pochi problemi esistenziali e psicologici. John è invece negli Usa dove segue i propri studi in legge. Solo Pierre, ancora tredicenne, va a scuola. Tutto quello che Simenon aveva pensato in quella casa in funzione dei figli, della moglie, della servitù è ormai inutile e inutilizzato.
Sono appena dieci mesi che è morta la madre Henriette, quattro mesi prima ha terminato la stesura di Maigret et l'indicateur che sarà pubblicato di lì ad una ventina di giorni.
Inizia a pensare di lasciare quel mausoleo d'Eaplinges che ormai sente estraneo, quasi ostile, cosa che avverà dopo un anno circa. Simenon si sente a suo agio, anche se il rapporto con Teresa gli è di grande aiuto e di conforto in questo periodo che non è certo dei migliori. La scrittura però sembra non risentire di questa fase negativa. Nel '71 mantiene il suo regolare ritmo, quattro titoli scritti, due romans-durs e due Maigret: Maigret et l'homme tout seul (7 febbraio), La cage de verre (17 marzo), Maigret et l'indicateur (11 giugno), Les Innocents (11 ottobre).
E proprio Les innocents, ancora inedito in Italia, è l'ultimo suo roman-dur. Simenon non è poi così vecchio, ha sessantotto anni, ma ma da questo momento in poi arriveranno dei colpi che lasceranno segni indelebili. Nel 1972 la decisone di porre fine alla sua carriera di scrittore con l'incidente di Victor, il romanzo di cui non riesce a scrivere una riga. Nel 1978 il suicidio della sua amata figlia Marie-Jo. Nel 1984 sarà operato per un tumore al cervello che gli causerà una paralisi.
Quindi Les innocents chiude la sua avventura di romanziere (anche se per la prcisione il suo ultimo romanzo è della serie del commmissario: Maigret et M. Charles - 12 febbraio '72).
Questo ultimo romanzo di Simenon non è considerato tra i suoi migliori. Non possiamo dire che possa essere considerato una sorta di testamento, perchè mentre lo scriveva non immaginava che sarebbe stato l'ultimo.
E' la storia di un uomo felice, buon lavoro, brava moglie innamorata, figli ormai grandi... ma è un romanzo non solo sul destino che come al solito ci mette il suo inesorabile zampino, ma anche di come per tutta una vita le cose possano sembrare in un modo ed essere invece sempre state il contrario.
Infatti la moglie del protagonista muore casuamente in un incidente, investita da un camion.
Il fattaccio accade in un luogo della città dove la moglie in realtà non avrebbe dovuto essere. Questo dà il via ad una serie di rivelazioni e scoperte. La donna per vent'anni devota moglie, in realtà aveva una relazioni con il socio in affari del marito da ben diciotto anni. Ma questo non basta. C'è il dubbio che i figli non siano i suoi, ma del socio. Tutta la vita del protagonista si rivolta come in un incubo, l'uomo perde i punti di riferimenti di un'intera esistenza tutto sommato tranquilla e felice. E ancora una volta Simenon ci racconta di come la nostra vita sia appesa ad un filo che solo il destino decide se deve rimanere intatto oppure spezzarsi e sprofondarci nel baratro. E per di sottolinea ancora una volta di come i rapporti umani siano fallaci, spesso scorrano dietro a delle maschere che non ci fanno penetrare la realtà delle cose, delle relazioni, dell'animo di chi ci circonda, coniunge o amante che sia, familiari, amici, colleghi...  Insomma grandi ideali e debolezze, comporamenti meschini e grandi passioni che s'intrecciano in un unico inestricabile groviglio che solo il destino può dipanare, spesso con un doloroso taglio netto che riesce a sciogliere come succede con il mitico nodo gordiano (il cui solo modo di scioglierlo era quello di aprirlo a metà con un colpo di spada).

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

nel 2006 il regista denis malleval ha tratto da les innocents un film per la tv francese,in seguito ha adattato anche la morte de belle(col titolo Jusqu'à l'enfer,essendo già stato fatto un film con quel titolo da edouard molinaro nel 1962).piu recentemente,nel 2013, ha curato la trasposizione su pellicola di l escalier de fer