lunedì 3 febbraio 2014

SIMENON SIMENON. PRIMA E DOPO LE BAL ANTHROPOMETRIQUE... E MAIGRET?

Venerdi 20 febbraio 1931. Ore 24.00, boite martiniquaise de La Boule Blanche, 33 rue Vavin. Luogo, giorno e ora della nascita pubblica del personaggio del "commissario Maigret".
Simenon ha vinto la sua personale battaglia con vari editori che gli avevano rifutato perfino l'dea di pubblicare quel Maigret che mancava di tutti i requisiti come personaggio che potesse avere successo tra gli appassionati di quel genere. Di mezz'età, grasso, grigio funzionario statale, sposato con una casalinga e di orgini campagnole...non se ne parlava nemmeno.
La risposta era sempre la stessa. Non poteva funzionare.
Come ultima spiaggia, Simenon si rivolge all'editore con cui al momento lavora di più nell'abito della letteratura popolare, soprattutto con romanzi brevi, Arthème Fayard. Con lui però la musica non cambia. Anche lui non crede nell'originalità del personaggio, concorda con i suoi colleghi editori sulle inesistenti possibilità di successo e cerca di scoraggiare quell'autore che, peraltro, lo fa guadagnare molto bene con la sua iper-produzione di romanzetti popolari.
E' ormai storia che la testardaggine di Simenon, strapperà a Fayard un sì e riescirà addirittura ad organizzare una presentazione come desiderava. Non una grigia conferenza stampa per quattro giornalisti delle pagine letterarie dei quotidiani, ma una grande festa per tutta la Parigi che conta, evento di cui i grandi settimanali dovevano parlare in termini entusiastici.
Fino al 19 febbraio esistevano quella ventina di pseudonimi con cui erano pubblicati innumerevoli romanzi di letteratura popolare, dal 21 febbraio la gente imparò a conoscere un solo nome, Georges Simenon, che difficilmente avrebbe poi potuto dimenticare.
I giornali dell'epoca commentarono in modo differente il lancio e questo originale romanzo poliziesco seriale.
Prima della fatidica serata L'oeil du Paris del 14 febbraio informava che si trattava de "... l'enigmatico Simenon non è altro che uno scrittore - quelli dei romanzi popolari sui giornali - che s'è fatto conoscere in questo genere con il nome di Georges Sim...". L'articolista conclude questa presentazione rispolverando la vecchia storia del romanzo scritto nella gabbia di vetro "... fu solo grazie all'indignazione che il progetto provocò nel mondo delle lettere, che vi rinunciò. Oggi ha trovato di nuovo il modo di abbindolare i propri ingenui lettori..." dimostrando uno sprezzante giudizio abbastanza rappresentivo di quello in genere diffuso tra la critica letteraria. Anche dal più famoso, e non meno "impegnato", Canard Enchainé, giunsero nei giorni dopo critiche feroci. Arrivò ad affermare che se le Bal Anthropométrique non avesse avuto successo, Simenon sarebbe stato capace di fare il giro del bacino delle Tuileries, camminando sulle mani e scrivendo allo stesso tempo un romanzo.
"Le Bal Anthropométrique, cette nuit, a remis à la mode 'L'apache' parisien.
Questo il titolo dedicato da Paris-midi del 21 febbraio. Come si vede nessun accenno al lancio letterario. Nemmeno nel sommario che era quasi un sottotitolo: "Mille personalità in un fazzoletto". Scorrendo l'articolo occorre leggere una trentina di righe per sapere che tutta quella mondanità era stata messa su per presentare una nuova serie di romanzi polizieschi.
Un'altra celebre testata Le Candide, del 26 febbraio, titola "M.Gallet, décédé, riceve...". Sovrattitolo: "Une nuit bien parisienne".
Anche in questo caso, come su Paris-Midi, gran parte dell'articolo è un cronaca mondana della serata, anche se qui nel titolo e già nelle prime righe si parla della presentazione dei primi due titoli di questa nuova serie poliziesca (M.Gallet décédé  e Le Pendu de Saint-Pholien).
La cosa curiosa che nessuno, nel bene o nel male parla del commissario Maigret.
La notizia è l'evento mondano, poi il nome nuovo (la firma George Simenon è un esordio) poi il fatto che si tratta di una serie poliziesca. Ma tutto finisce qui.
Questo anche perchè i primi editi da Fayard, non avevano il nome di Maigret nei loro titoli. Si potrebbe parlare di "effetto boomerang"... si fa di tutto per uscire dai canoni della comunicazione letteraria e ci si riesce così bene che alla fine nessuno parla del protagonista principale, quello che da spessore e originalità alla serie e che ne sarà l'elemento di successo?
Potrebbe essere vista com una defaillance nella strategia di marketing che Simenon aveva in testa. Ma poi, siccome sono i risultati che contano, e visto soprattutto il successo immediato... aveva ancora ragione lui.

1 commento:

  1. Murielle Wenger4 febbraio 2014 09:30

    Deux remarques à faire: premièrement, Simenon, au moment du Bal anthropométrique, cherchait probablement surtout à se faire connaître lui, à se faire un nom, et pas tellement à faire connaître son personnage. Juste retour des choses, si l'on peut dire: c'est la notoriété de Maigret qui a fait par la suite celle de Simenon, et c'est peut-être pour ça que l'auteur finissait par trouver encombrant ce personnage qui "lui prenait la place"... On peut même imaginer un peu de jalousie de sa part...
    Deuxièmement: le succès immédiat des romans Maigret a prouvé en tout cas une chose: c'est que le lecteur a (presque) toujours raison dans ses choix par rapport au critique littéraire, et que les lecteurs de 1931 n'ont pas écouté les avis des journaux pour se faire leur propre opinion. Si, après ces critiques journalistiques, on s'était contenté de se dire que ce fameux bal n'était qu'un coup de pub et qu'il fallait l'oublier, peut-être Maigret (et Simenon...) aurait-il vu sa carrière littéraire se briser là... Heureusement, la qualité des textes de l'auteur a fait que très vite les lecteurs ont compris l'extraordinaire pouvoir de ce personnage hors normes... Et si les textes avaient été quelconques, ce n'est pas le médiatique bal qui aurait pu les sauver... En résumé: en février, la Boule Blanche pour se faire connaître du Tout-Paris, et puis se mettre illico à l'ouvrage pour prouver au monde que ce Maigret en vaut la peine...

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