domenica 3 febbraio 2013

SIMENON. ETICHETTA NOIR... DALLA CRITICA CON ERRORE

"... Alcuni passano il tempo ad attaccare delle etichette, e a buon bisogno diranno che Traqué è un romanzo poliziesco. Perché l'eroe è stato condannato, perché è fuggito, perché la polizia lo ricerca. Per quale crimine o delitto sia stato condannato, non ce lo dicono e il dramma non è lì. Il dramma è che l'indivduo si trova solo e che prova il bisogno sempre più lancinante di riprendere un posto qualsiasi tra gli uomini..."
Ecco quello che scriveva nel '44 Simenon, in una delle rarissime prefazioni da lui compilate, quella al romanzo succitato dell'autore norvegese, Arthur Omre.
Ed é evidente che mentre si riferiva all'opera dello scrittore, pensava a quella "etichetta" che, dopo dieci anni che scriveva romans durs, certa critica ancora gli affibbiava, scrittore di polizieschi.
Anche in molti romanzi simenoniani c'è un delitto, un colpevole, a volte la polizia, e sovente la critica si arrestava a questi elementi senza approfondire. I grande successo dei Maigret poi condizionava l'immagine del romanziere ed era facile classificare poliziesche certe storie, dove invece il fulcro era tutt'altro. La vicenda poliziesca era solo uno strumento per raccontare un vicenda umana e mostrare il protagonista con le sue debolezze, le sue angosce, le sue paure.
"... Poco importa che gli avvvenimenti siano drammatici o quotidiani, poichè quello che è importante è l'uomo stesso - sottolineava Simenon -  l'uomo e il suo rapporto con il mondo, o più esattamente con la vita...".
E infatti, a nostro avviso, addiritttura diversi Maigret valgono più per la vicenda umana raccontata, che per l'intrigo poliziesco.
Difficile rapporto quello tra Simenon e la critica del  suo tempo. Un rapporto fatto di incomprensioni, di chiusure e di accuse. La strada dal romanzo popolare, attraverso la semi-letteratura per arrivare ai romans-durs, fu difficile e irta di ostacoli come quelli che abbiamo citato. Ma la caparbietà di Simenon, la profonda convinzione in quello che faceva, la sua applicazione totale alla stesura dei romanzi alla fine vinceranno. Oggi lo possiamo dire

4 commenti:

Paolo ha detto...

Personalmente, nei romanzi di Maigret, ho colto, come elementi di certa rilevanza, i molti aspetti o risvolti umani delle vicende narrate. Simenon si rivela un attento osservatore della realtà, specialmente di quella umana, di cui mette in risalto vizi, difetti e contraddizioni.

Anonimo ha detto...

Caro Maurizio,
una sciocchezza: nei titoli del blog sotto la foto di Simenon: La serie di Simenon del comissario Maigret, manca una emme!
Saluti
Guido

Maurizio Testa ha detto...

Caro Guido in più di due anni sei il primo che se n'è accorto... Chapeau!
O perlomeno se qualcun altro l'ha notato non si è fatto vivo...e quindi non vale! Complimenti!
Visto il tuo "occhio" se ti accorgessi di qualche altro "orrore di battuta" faccelo sapere.
Grazie e a presto.

Anonimo ha detto...

...si sa di rompiballe è pieno il mondo...
guido