domenica 17 febbraio 2013

SIMENON. MAIGRET E L'ANTIQUARIO/2


Continua la short story che era iniziata ieri. Oggi la seconda e ultima puntata. Passione, soldi, scandali? Anche in questo "divertissement" di Palo Secondini il commissario si trova ad indagara tra le tortuose vie dell'animo umano e l'imperscrutabile  volere del destino, ma attento a... comprendere e a non giudicare






                                                           MAIGRET E L'ANTIQUARIO
                                                                    
                                                                       di Paolo Secondini 


 «Aveva… aveva ordinato un libro particolare,» rispose il signor Laforgue, «da più di un mese… Non sapevo dell’assassinio del marito… Ho telefonato alla signora ieri sera, per informarla che mi ero procurato il libro che voleva e che, pertanto, poteva passare a ritirarlo.»
Maigret restò un momento in silenzio, poi, dopo essersi avvicinato a Lucas:
«Hai visto tu la signora uscire da questo negozio o l’avevi già affidata a Lapointe?»
«Eravamo presenti tutti e due, Lapointe e io, quando la donna è andata via.»
«Hai notato se aveva con sé un libro oppure un pacchetto?»
«Non aveva un bel niente,» rispose con sicurezza l’ispettore, «tranne una borsetta amaranto, troppo piccola per contenere un oggetto di antiquariato.»
«Ho capito!» annuì il commissario.
Con gesti lenti caricò la pipa, l’accese, infine, tirando brevi boccate, fece due passi nel piccolo negozio che, a dire il vero, era pieno di cianfrusaglie, piuttosto che oggetti di valore. Si accostò a una scatola gialla di cartone, poggiata sul piano di un tavolinetto in parte tarlato. Dopo avervi frugato con ambo le mani, ne trasse un libro dalla copertina marrone e piuttosto consunta.
«Toh, e questo?» chiese Maigret voltandosi verso l’antiquario. «È un’edizione della Bibbia del XVII secolo, precisamente, com’è scritto in basso sul frontespizio, del 1658… È forse il libro ordinato dalla signora Bourdieu?»
«No!» si affrettò a rispondere l’uomo, visibilmente nervoso. «Tutto quello che vede nella scatola è roba da macero.»
«Dice davvero?» si stupì il commissario. «Ammetto che non me ne intendo, ma penso che sia un peccato distruggere questi oggetti, specialmente un libro che si direbbe di un certo valore.»
Lo aprì.
Sul volto di Maigret comparve, all’improvviso, un’espressione giuliva. Si volse a guardare Lucas.
«Indovina, vecchio mio, cosa c’è all’interno del libro?... Una specie di nicchia intagliata al centro delle pagine, e dentro la nicchia una piccola pistola. Si direbbe una calibro 22.» Compì pochi passi nella stanza, fin dove si trovava l’ispettore, per mostrargli l’arma in questione. «Credo che l’abbia portata questa mattina la signora Bourdieu... Può darsi che sia la pistola con cui ha ucciso suo marito.»
«Già!» esclamò Lucas. «Penso anch’io che si tratti dell’arma del delitto.»
Maigret si accostò di nuovo all’antiquario, il quale, nel frattempo, era sprofondato in una poltrona di velluto rosso.
«Credo di cominciare a capire ogni cosa,» disse il commissario. «Il signor Laforgue, qui presente, aveva l’incarico di occultare la pistola, far sì, insomma, che non fosse trovata da nessuno, specialmente dalla polizia, ma ancora non aveva avuto l’occasione di sbarazzarsene.» Annuì lentamente, quindi, dopo un sospiro: «È tutto chiaro, fin troppo lampante... I due amanti studiavano da tempo il modo di uccidere Joseph Lorat, marito della signora Bourdieu, per la quale ormai era diventato un peso insopportabile. Era infatti un vecchio paralitico, continuamente bisognoso di cure e di assistenza: un vero ostacolo al desiderio di piaceri e divertimenti della giovane moglie: piaceri e divertimenti che solo le ingenti ricchezze di Lorat e, soprattutto, un altro uomo, giovane come Aristid Laforgue, avrebbero potuto assicurarle.» Rimase in silenzio, battendo con le dita sulla copertina del libro. Riprese: «Per ammazzarlo, bisognava soltanto aspettare il momento opportuno e trovare il coraggio necessario; coraggio che, a quanto pare, non è mancato alla signora Bourdieu quando ha premuto il grilletto della pistola.» Maigret si girò di scatto a osservare l’antiquario che, pallido in viso, aveva ascoltato immobile quelle parole, lo sguardo perduto nel vuoto. «Non è forse andata così, signor Laforgue?»
«No… non…»
«È inutile negare,» disse Maigret. «La perizia balistica confermerà che con quella pistola è stato assassinato Joseph Lorat, funzionario ministeriale in pensione... Quanto alle sue responsabilità nell’omicidio, sono ancora da chiarire, sebbene...» Si interruppe e, rivolto a Lucas: «Conduci questo galantuomo al Quai des Orfèvres, credo che abbia cose importanti da dirci.»
«E la signora Bourdieu?» chiese l’ispettore.
«Mi recherò di persona a casa sua,» rispose Maigret. «Sarà una vero piacere condurla nei nostri uffici… A più tardi, vecchio mio!»

2 commenti:

  1. complimenti a Paolo per questo pastiche

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  2. Paolo Secondini17 febbraio 2013 19:29

    Grazie dei complimenti, Andrea.

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