domenica 26 febbraio 2017

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MAIGRET IN LONDON
How many times did the chief inspector go to England?

 MAIGRET A LONDRA
Quante volte il commissario è andato in Inghilterra ? 
MAIGRET A LONDRES
Combien de fois le commissaire est-il allé en Angleterre ?

In Maigret's revolver, we see Maigret on Alain Lagrange's trail, which leads him to London. In chapter 6, the narrator points out that there have been "twelve or thirteen years that the chief inspector hadn't set foot in England". The novel being written in 1952, it can be assumed that the plot takes place around the same time. This means that Maigret was in England during WWII, and we can well imagine him refusing to serve the Vichy regime and joining French people in exile...
However, further on in the same chapter, Maigret tells that "it was the first time that he was in England in summertime"; in other words, his stay at that time in the British capital didn’t last long; maybe he would have come only to seek instructions for a Resistance fight?
In chapter 8, Maigret talks about the silver trolley that was to be found in the restaurant "before war", which would mean that he had already been in England in the '30s… Was it at that time that he could attend an investigation in court, as he reminds it in Maigret at the coroner's?
Yet you mustn't forget that Maigret's first investigations were recounted by Simenon in novels and short stories written before WWII, which doesn't simplify things, when you attempt a chronology of the chief inspector's career. In the short story Storm on the Channel, Maigret, who is retired, offers Mme Maigret a trip to England, and he wants to spend a fortnight in London, and "go to shake hands with some colleagues from Scotland Yard with whom [he'd] worked during war". As this short story has been written in 1937-38, Maigret must have been in London during WWI…
And we can add that Maigret must have gone to London at least a second time after the investigation of Maigret's revolver, for, in Maigret and the ghost, it is said that after the investigation of My friend Maigret, he did meet M. Pyke again, twice in London; one could be that of Maigret's revolver, and the second time can only be speculated, since there aren't any allusions to another London trip in the other Presses de la Cité novels… (by Simenon Simenon)

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MAIGRET E I FUOCHI NELLA SUA VITA...
Parliamo di tre fuochi speciali: quello della sua pipa, quello della stufa del suo ufficio e quello dei fornelli

MAIGRET ET LES FEUX DANS SA VIE...
Parlons de trois feux particuliers: celui de sa pipe, celui du poêle de son bureau, et celui des fourneaux
MAIGRET AND THE FIRES IN HIS LIFE…
Let’s talk about three particular fires: those of his pipe, his office heater, and his stove


C'e un filo di fuoco che attraversa la vita del nostro commissario. E' un "fuoco amico" beninteso, un fuoco che di volta in volta, gli fa compagnia, che lo incuriosisce e che lo scalda.
Il primo, quello che lo segue passo passo é il fuoco che arde nel fornello della sua pipa. Davvero un fuoco amico che lo aiuta a pensare, ma anche a distrarsi, un fuoco che lo accompagna nei suoi momenti di relax, ma che lo aiuta ad affrontare anche le  situazioni più drammatiche o i momenti di stallo. Quante volta accenderà quel fuoco durante la giornata? Più di dieci? Molte di sicuro, se alcune volte lo vediamo accendere la pipa mentre va a letto, posandola sul comodino, e riaccenderla la mattina seguente prima di alzarsi...E' un fuoco suo... che accende quando ne ha voglia e che talvolta nelle, umide serate parigine, mentre accompagna qualche suo ispettore in un appostamento, è l'unico calore in grado di riscaldarlo.
Non sono suoi, ma i fuochi che ardono sotto le pentole dei fornelli sono la sua maggiore curiosità. Quando gli capita di arrivare poco prima dell'ora di pranzo in un appartamento, che sia una portineria, o l'abitazione di un testimone oppure di un sospettato, Maigret con l'aria più professionale fà finta di interessarsi alla casa e non manca di entrare in cucina, quando sente arrivare un odore particolare. Con noncuranza dischiude la porta della cucina, girellando si avvicina alla macchina del gas e, magari quando è sicuro di non essere visto, alza i coperchi e sbircia cosa..."bolle in pentola". Una curiosità irresistibile cui da vero buongustaio non sa resistere. Ma poi s'immagina anche la tavola della casa con i commensali seduti intenti a gustarsi la soupe d'oignon o un galletto al vino bianco... e anche questo è un modo d'impregnarsi dell'atmosfera di quella casa, della gente che ci abita, della loro vita.
Un'altro fuoco lo troviamo nel suo ufficio. E' un fuoco prettamente invernale, quello della stufa a carbone che ha avuto il permesso di tenere anche quando negli uffici dei Quai des Orfèvres avevano installato il riscaldamento centralizzato. Quello di accendere la stufa è un rito, quasi come quello della pipa. Quel riempirla di carbone e farla andare a tutta forza,  quasi a farla  diventare incandescente, non è solo difendersi dal freddo, ma anche conservare un'abitudine e una tradizione che funziona un po' come punto di ancoraggio. Soprattutto quando Quai des Orfèvres si modernizza e al commissario non dispiace mantenere invece le sue vecchie abitudini. Ma è anche la traslazione dei riti di Simenon (i più famosi sono quelli della scrittura) cui lo scrittore  era particolarmente legato e finiscono per riflettersi sul suo personaggio. (by Simenon Simenon)
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LE GUIDE TOURISTIQUE DE MAIGRET
Chaque semaine, retrouvez une ville traversée par Maigret au cours de ses enquêtes

LA GUIDA TURISTICA DI MAIGRET
Ogni settimana, ritrovate una città attraversata da Maigret nel corso delle sue inchieste
MAIGRET'S TOURISTIC GUIDE
Every week you'll find a town crossed by Maigret in the course of his investigations

Delfzijl

Cette petite ville, pavée de briques rouges, est entourée de prés verts et de canaux où flottent les billes de bois. Les maisons sont basses, faites de brique et de boiserie, et les fenêtres, aux rideaux immaculés, sont garnies de plantes grasses. En face de la gare, on trouvera un café, avec une seule table, et des journaux sur des tringles de cuivre. Pour le pittoresque, on vous propose une promenade le long du canal, où on peut voir passer les bateaux; le chemin de halage vous emmène, en passant devant un chantier de bois, jusqu'à une grande ferme au toit de tuiles vernies, entourée d'un jardin fleuri.
On peut loger à l'hôtel Van Hasselt, dont le rez-de-chaussée est une salle de café aux boiseries vernies, aux fenêtres à vitraux multicolores, et où flottent des odeurs de bière, de genièvre et d'encaustique. Au centre de la salle, une table ronde, qu'on garnit d'une nappe éblouissante pour les repas de gala. Si le cuisinier est en verve, il vous servira un gâteau garni de trois sortes de crème, avec le nom de Delfzijl écrit en chocolat. Il y a aussi une salle pour les fêtes, avec une estrade et un piano. Ailleurs dans la ville, on trouve encore un autre café, où se réunissent les mariniers et les marins, et qui sent aussi le genièvre.

(Les détails sont extraits de Un crime en Hollande
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