mercoledì 22 febbraio 2017

SIMENON SIMENON. I MAIGRET INIZIANO CON IL "BAL" E INVECE I ROMANS DURS?

Il romanziere organizzò un gran battage pubblicitario per il suo commissario ma per i "romans" per lui molto importanti, iniziò in sordina

SIMENON SIMENON. LES MAIGRET COMMENCENT PAR UN "BAL"...QU'EN EST-IL POUR LES ROMANS DURS ?
Le romancier organisa un grand battage publicitaire pour son commissaire, mais pour les "romans", plus importants pour lui, il commença en sourdine
SIMENON SIMENON. THE MAIGRETS BEGIN WITH A “BALL”… WHAT ABOUT THE ROMANS DURS?
The novelist organizes a publicity fanfare for his Chief Inspector, but for the “novels” more important to him, he began quietly.
























Vi siete mai chiesti come mai, Simenon inaugurò la sua seconda fase letteraria, spingendo così tanto sul versante promozionale e sulla comunicazione extra-giornalistica? E invece per i romans durs, che pure erano l'obiettivo di tutta la sua vita, frutto di sacrifici spesso fonte di amarezza per le critiche malevole... beh, è possibile che, con tutto questo, i romans durs partano in sordina, quasi alla chetichella e soprattutto un po' schiacciati dal grande successo dei Maigret? Tra l'altro le inchieste del commissario avevano appiccicato addosso a Simenon un'altra etichetta. Già, dopo essere stato il fenomeno della letteratura popolare, adesso era l'asso della narrativa poliziesca, sia pure rivisitata e con elementi assolutamente originali. Ora il pubblico e la critica lo vedeva così, con la pipa in bocca e la sua figura sovrapposta a quella di Maigret (o viceversa, se vi pare).
Iniziamo a capirci qualcosa. 
I Maigret intanto non furono solo il salto dalla letteratura-alimentare, come la chiamava lo scrittore, pure utile come periodo di apprendistato, ai romans-romans. Infatti un elemento molto importante fu la firma. Con i Maigret, dopo duecento e più titoli firmati con oltre una ventina di pseudonimi, lo scrittore trovò la sua identità letteraria: finalmente firmava i suoi libri come Georges Simenon e come tale il pubblico iniziava a conoscerlo. Tutto il can can de Le Bal Anthropométrique non era stato solo per Maigret, ma anche, e forse, soprattutto per lui stesso. Ed fu una tappa non da poco.
Ma doveva durare giusto il tempo di quella ventina di titoli per cui aveva un contratto con l'editore Fayard e poi sarebbe stato libero e padrone di dedicarsi ai romans durs.
Acquisita un'identità letteraria, sia pure ancora legata al genere poliziesco, Simenon si dedicò già nel '31 al suo primo romanzo che però non uscirà prima del '33. Lo scrittore era ancora giovanissimo, aveva appena trent'anni, e già alle spalle una storia come scrittore molto varia, ricca di aneddoti, successi in diversi campi. Ma una storia non del tutto gradita alla critica che, soprattutto, non digeriva la sua velocità di scrittura che, gli veniva rimproverato, non si poteva conciliare con la qualità del testo.
E' vero che Simenon era abbastanza impermeabile alle critiche, che non badava granché alle etichette che gli affibbiavano, non aveva, e non ambiva, ad avere una qualsiasi contiguità con il mondo letterario. Però.... però quella trasformazione in romanziere doveva portare con sé anche un cambiamento di immagine. Basta scoop, basta exploit, basta record... ora doveva essere un romanziere e basta. E, come tale, lontano dai clamori della cronaca mondana, delle strategie promozionali, dalle passerelle di qualsiasi tipo... Ora era venuto il momento che la sua letteratura si facesse strada da sola, per la sua qualità e per le sue doti. E allora ecco il profilo basso del romanziere, che quasi finiva in secondo piano rispetto alle sue opere. Ed ecco perché non ci fu nessun "Bal" per inaugurare la fase del "romanziere".  Ormai la sua letteratura era partita e non si sarebbe fermata per quarant'anni, procedendo con un ritmo impressionante, e sfornando una produzione imponente. Un'opera che avrebbe avuto la migliore campagna pubblicitaria realizzata dai suoi lettori (m.t.)  

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