domenica 21 novembre 2010

COME PREPARAVA I ROMANZI: LE FAMOSE BUSTE GIALLE


Pur essendo uno scrittore istintivo che creava intanto che stendeva il romanzo, pur dovendo cadere in "éat de roman" come dice lui stesso, cioè in una specie di trance letteraria, anche Simenon aveva bisogno di qualche appunto che di solito prendeva su delle buste gialle (retaggio di quando era povero e non poteva permettersi di sprecare dei fogli bianchi... ma forse anche una sorta di rituale scaramantico). Ma sentiamo cosa dice in proposito al giornalista Carver Collins che lo intervistò sul tema."Sulla busta scrivo soltanto i nomi dei personaggi, la loro età e la composizione della loro famiglia. Non conosco assolutamente nulla degli avvenimenti che si succederanno procedendo nel racconto. Altrimenti, tutto questo non mi interesserebbe affatto".
A Roger Stéphane (scrittore e giornalista di sinistra, partigiano fondatore del quotidiano "L'Observateur")  confermava che lui lì annotava soltanto i dettagli genealogici. "Tutto questo su una busta gialla, non saprei perché. E' una sorta di superstizione. Ho iniziato con un busta gialla e così continuo..."

1 commento:

Maurizio Cannavò ha detto...

questo modo di prendere appunti sul personaggio che sta per nascere è molto interessante e mette in contatto un autore col personaggio e gli permette di entrare in contatto con lo stesso e di averne un primo profilo