lunedì 22 novembre 2010

GEORGES SIMENON E CARL GUSTAV JUNG E L'INCONTRO MANCATO

Lo psicologo-analista Carl Gustav Jung, sulla sua casa in riva al lago di Zurigo
Il romanziere sapeva di essere ipocondriaco e un po' polemicamente non disdegnava di dichiarare che provava maggiore ammirazione per i grandi medici che per i grandi scrittori. Spiegava che dai primi aveva molto da imparare e soprattutto dagli psichiatri o psicanalisti, forse perché il suo modo di scavare nei caratteri umani aveva qualche punto di contatto con l'analisi psichiatrica. Ma anche per quel suo cercare nei suoi romanzi sempre il perché. Perché certi suoi personaggi pensavano ed agivano in una determinata maniera? Perché bugiardi, coniugi traditori, genitori e amanti gelosi, egocentrici e egoisti si comportavano in quel modo? Nei suoi romanzi sembra interessato più ai motivi che scatenavano questi comportamenti o provocavano tali stati d'animo che alle loro conseguenze. E, se ci pensate bene, anche il commissario Maigret, quando deve trovare un'assassino o il colpevole di un reato, la prima vera domanda che si pone è: perché l'ha fatto? E, come spiega lo scrittore, agli inizi delle indagini Maigret non fà nulla. S'installa nel luogo del delitto, e sta lì a sentire quello che dice la gente, a "impregnarsi" dell'atmosfera, a carpire la mentalità di quell'ambiente. Acquisita una certa confidenza con tutto ciò, quasi come fosse uno del posto, inizia a scavare nei caratteri e nelle teste dei personaggi. E ad un certo punto scatta un meccanismo che gli permette di dare una direzione e un senso alla sua indagine. Forse è per questo che Smenon si sentiva "complice" degli psichiatri. Ed in quest'ottica uno dei suoi più grandi rimpianti era quello di non aver incontrato Carl Gustav Jung che abitava nella famosa torre di Bollingen, sulla parte nord del lago di Zurigo. Da quando era andato a vivere in Svizzera, lo scrittore si era ripromesso più volte di andarlo a trovare. Ma temeva di disturbarlo mentre sta componendo la propria autobiografia. Simenon era un lettore assiduo dei saggi di Jung, ma anche lo psicanalista provava un'ammirazione per lo scrittore. La scoperta di questa reciproca stima è merito di un giornalista che agli inizi degli anni '60 incontrò più volte l'uno e l'altro. Ma il reciproco desiderio di conoscersi venne troncato dalla morte improvvisa di Jung nel giugno del 1961. E dopo la sua scomparsa si apprenderà che in biblioteca aveva moltissimi romanzi di Simenon, ricchi annotazioni e commenti compilati di suo pugno

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