lunedì 22 novembre 2010

GEORGES SIMENON E IL MISTERO DI UN LUOGO CHIAMATO NOLAND


Per chi non lo sapesse, alla fine di ogni suo romanzo (Maigret o non-Maigret) lo scrittore era solito indicare l’anno, il mese e il luogo in cui aveva concluso l’opera (anche se purtroppo talvolta qualche editore li ha tradotti senza riportarli). Nel caso di Maigret si difende è: «Noland, juillet 1964». Questa località è riportata alla fine dei romanzi dal 1957 fino al 1964. Ora però c’è un problema. Noland non esiste, non è una città di alcun paese. È un nome del tutto inventato, scritto al posto del luogo geografico che prima veniva regolarmente indicato davanti alla data. Dalla biografia sappiamo che negli ultimi otto anni Simenon aveva fatto una vita un po’ movimentata. Era di ritorno dagli Stati Uniti, dove aveva vissuto una decina d’anni, e, dopo una serie di soggiorni più o meno lunghi a Parigi, a Londra e in Costa Azzurra, finalmente decide di vivere in Svizzera e si ferma vicino Losanna, ad Echandens. Siamo nel luglio del 1957. Simenon aveva scelto la Svizzera un po’ perché era un paradiso fiscale, ma questo lo scrittore lo faceva passare ufficialmente in secondo piano e poi perché la Svizzera era una nazione tranquilla, ordinata e neutrale, e in particolare il Canton di Vaud, vallata tra le Alpi e il lago di Ginevra, gli trasmetteva un gran senso di pace. Cose che, in quel periodo un po’ travagliato, lo attiravano non poco. Abbiamo accennato al Festival di Cannes del 1960, dove era presidente della giuria e aveva fatto vincere il suo amico Federico Fellini con La dolce vita, provocando scandali e proteste. Poi c’erano i problemi con la moglie Denyse Ouimet, che, nonostante la nascita dell’ultimo dei suoi figli, Nicolas, diventavano sempre più gravi, portando Denyse a problemi di alcolismo e instabilità psichica, e poi a lasciare definitivamente, nel marzo del 1965, Simenon e la grande villa che lo scrittore s’era fatto costruire ad Epalinges. Ma la dicitura Noland ha anche a che vedere con una ragione fiscale. Infatti in quei primi anni di residenza, lo scrittore avrebbe goduto di un particolare regime tributario, ovviamente molto favorevole. Da qui la scelta di indicare Noland (in quegli anni produsse oltre una ventina di romanzi). E Maigret si difende è l’ultimo romanzo che, finiti i benefici fiscali, conclude l’abitudine di indicare questa misteriosa e inafferrabile Noland. (Da il DAG 2010 - DIzionario Atipico del Giallo • http://www.facebook.com/profile.php?id=1581335909&ref=name#!/pages/Dizionario-Atipico-del-Giallo/153350290288 )

1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche in Maigret e il Barbone si fa riferimento a questa fantomatica Noland. Ho trovato questo sito appunto mentre cercavo di sapere dove fosse questa Noland e devo dire che la risposta che mi avete dato è molto esaustiva. Grazie!