mercoledì 11 luglio 2018

SIMENON SIMENON. LETTERATURA SENZA FRONTIERE

E' proprio il caso di dirlo: quando la cultura unisce culture e popoli diversi. Simenon l'ha fatto.

SIMENON SIMENON. LITTERATURE SANS FRONTIERE
C'est le cas de le dire: quand la culture unit des cultures et des peuples divers. Simenon l'a fait.
SIMENON SIMENON. LITERATURE WITHOUT BORDERS
It is appropriate to say: when culture unites cultures and diverse peoples, Simenon did it.



E' uno dei problemi che agita il mondo. La convivenza tra popoli e culture diverse in un ordine che non è quello del '900. Ci riferiamo ovviamente alla cruenta contrapposizione tra jahidisti radicalizzati contro gli stessi islamici, e i popoli occidentali. Pensiamo al fenomeno dell'emigrazione che mette a contatto culture, tradizione e religioni diverse e che è solo agli inizi (chi conosce bene il problema non esita a pronosticare per i prossimi 20/30 anni per lo meno una duplicazione del fenomeno). E ancora la guerra in Siria che contrappone varie razze e culture, il  medio oriente con israeliani e palestinesi... e se volessimo fare un esame completo avremmo ancora molto da dire.
Quello che succede è che le persone si parlano e non si capiscono. E come se la ultra-millenaria permanenza dei popoli su questa terra invece di avvicinare e favorire la comprensioni tra nazioni e popoli, l'avesse complicata e resa più difficile. Certo i problemi di convivenza delle diverse culture non può certo ridursi a questo, ma comunque quello della comunicazione ci sembra un aspetto di non trascurabile importanza.
Nonostante il complesso sistema di controllo e governance globale (Onu, Ocse, Fmi, Banca Mondiale, FMI...) sembrano non possedere l'autorevolezza e gli strumenti (quando non la volontà politica) di incidere con risultati concreti.
Quello che sembra patire meno i confini, le divisioni, i muri, è l'arte. Come si può fermare la musica, le arti figurative, la posia, la narrativa?...
Certo ci sono dittatori che censurano libri, quadri, brani musicali, ma non è la regola ed è più difficile di bloccare le persone.
E i libri che vengono tradotti in più lingue sono protagonisti di questa funzione. Costituiscono una base comune che permette non solo a popoli di lingua, ma anche di cultura differente. E più si allarga quella base comune più la possibilità di colloquiare, di comprendersi.
E Simenon e le sue opere in questo specifico caso sono dei campioni di questo raccordo. Le sue traduzioni in più di cinquanta paesi sono un fatto incontrovertibile. Tra la lista dei paesi troviamo anche l'Iran ed è evidente che la traduzione in una specifica lingua significa che i contenuti di quella narrazione troveranno riscontro in quei lettori anche se molto lontani dalla culutura dello scrittore. Ma nello specifico quella ricerca "dell'uomo nudo" di Simenon, lo portava a centrare l'obiettivo di toccare valori e caratteristiche universali dell'uomo di qualsiasi continente, di ogni religione e di qualsiasi tradizione.
E in più il messaggio che passa insieme al suo commissario Maigret sembra proprio fatto apposta per eliminare frontiere, barriere e incomprensioni... "comprendere e non giudicare" se applicato sarebbe uno standard di comportamento che farebbe fare progressi in moltissime parti del mondo e farebbe crescere l'autorevolezza di tanti politici che al di là  delle parole, sarebbero più capaci a risolvere gli inevitabili problemi della convivenza. (m.t) 

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