venerdì 8 marzo 2019

SIMENON SIMENON. UN CASO CHE MAIGRET NON RISOLSE MAI

Il caso dell'autore che lo volle grande e grosso e poco intelligente. Ma lui come avrebbe voluto essere?

SIMENON SIMENON. UNE AFFAIRE QUE MAIGRET NE RESOLUT JAMAIS
L'affaire de l'auteur qui le voulait grand, gros et peu intelligent. Mais lui, comment aurait-il voulu être ?

SIMENON SIMENON. A CASE MAIGRET NEVER SOLVED
The case of the author who wanted him big, fat, and unintelligent. But how would he himself have wanted to be?





La passione fa brutti scherzi. In questo caso si tratta per la passione di uno di quei personaggi letterari (ma anche cinematografici) che ti entrano nella pelle. Quei personaggi che pur riconoscendoli diversi da noi, ci suscitano un‘intimità, una comunanza di sentimenti e un’empatia davvero particolare Se poi questo personaggio è il protagonista di novanta romanzi… beh allora, nel caso facessimo parte di quelli che li hanno letti tutti ( ed è proprio il nostro caso), ci troveremmo di fronte ad una sorta di convivenza… Un incontro ripetuto per novanta volte crea un legame a dir poco saldo…. Se poi nel corso degli anni si rileggono i titoli che sono più piaciuti di più o quelli che dopo un po’ di anni non si ricordano più così bene, allora le occasioni di frequentazioni potrebbero diventare oltre un centinaio… E diremmo che a questo punto scatterebbe addirittura una sorta di complicità…. “Io e Maigret”…. E quando si è complici, si fanno insieme delle cose che talvolta scivolano fuori dal solco della normalità e dalla realtà..

Tutta questa pappardella d’introduzione, l’abbiamo voluta scrivere per giustificare il tema che tratteremo oggi in questo post. E’ uno di quei temi a doppia faccia. Visti da parte dell’appassionato che quasi personifica il suo eroe, l’argomento sembrerà lecito e forse addirittura interessante. Visto con il freddo (o magari appena tiepido) occhio del frequentatore occasionale di Maigret, il soggetto rischia di essere giudicato ardito se non addirittura senza senso.

Il sotto-titolo di questo post recita: “Il caso dell'autore, che lo volle grande e grosso e poco intelligente. Ma lui come avrebbe voluto essere?”. Che fosse grosso, non c’è dubbio. Le descrizioni di Simenon adoperano a volte l’aggettivo “pachidermico”, cosa che taglia fuori ogni discussione. E anche sull’intelligenza del commissario lo scrittore non è certo stato ambiguo. “Maigret – affermava - non è intelligente, è intuitivo”.
Ma, come abbiamo detto prima, la personificazione dell’eroe gioca brutti scherzi e oggi siamo addirittura a chiederci se Maigret si piacesse così come l’aveva creato Simenon. Come se, saltato fuori dalle pagine dei romanzi, avesse acquisito una tridimensionalità che ne aumentava non di poco il realismo e prendendo addirittura coscienza di sé, fino a chiedersi se si piaceva o meno…
Crediamo che delle dimensioni più normali non sarebbero dispiaciute al commissario, che a volte si sente un po’ impacciato dal suo corpaccione, soprattutto in certe situazioni, dove si rende conto di far la figura di un orso in una cristalleria. Ma va detto anche che talvolta questa sua stazza, che si impone ingombrante e persino minacciosa, la fa pesare fino in fondo, per imporre la sua supremazia in una data situazione. 
Forse avrebbe voluto essere un po’ più seducente, e avere un rapporto più disinvolto con le donne…. Magari non diventare un dongiovanni come il suo autore, ma insomma un po’ più di confidenza con l’altro sesso, anche a costo di venir meno alla sua proverbiale fedeltà e arrivare a tradire M.me Maigret. 
Ci rendiamo conto di dire queste cose proprio l’8 marzo il giorno della Festa della Donna e che le nostre lettrici potrebbero inquietarsi doppiamente per questa pennellata di maschilismo che abbiamo tracciato nel profilo di questo immaginario commissario. Ma le signore, cui vanno i nostri auguri, ci perdonino. La vita, soprattutto quella sentimentale, è questa, fatta di slanci amorosi, di tradimenti, di addii, di ripensamenti. Il Maigret di Simenon ci sembra un po’ ingessato, tenendo troppo freno i suoi slanci sensuali… Si trova non di rado in situazioni in cui un nonnulla potrebbe far scattare qualcosa, ma poi, per un motivo o un altro, non succede mai. Ecco forse un Maigret più padrone di sé stesso qualche volta avrebbe ceduto. 
E la sua ritrosia per le situazioni pubbliche, le sue foto sui giornali, la fama… Forse, gli sarebbe piaciuto essere meno ombroso e godersi di più questa dimensione sociale, che tutto sommato gli avrebbe fornito delle gratificazioni. I quotidiani celebravano i suoi successi contro la malavita, al Quai des Orfèvres lo stimavano al punto di volerlo promuovere Direttore della Polizia Giudiziaria. Ma il commissario di Simenon rifiuta la carica. Forse un Maigret un po’ più ambizioso avrebbe accettato e magari avrebbe vissuto insieme alla moglie una vita più mondana, un po’ meno casalinga… E anche uno scrittore di un certo nome aveva iniziato a scrivere romanzi con le sue gesta…. La cosa avrebbe potuto fargli persino piacere: altra notorietà, avrebbe potuto diventare ancor più un personaggio pubblico… qualche serata di gala… qualche cerimonia ufficiale…
E magari, visto che aveva fatto la gavetta in polizia, partendo come semplice agente che pattugliava in bicicletta le vie di Parigi, una volta Commissario Capo avrebbe potuto pretendere una maggiore confidenza con le armi. Non solo capire gli altri (e non giudicare), ma capire anche quando era il momento di sparare e come doveva farlo. Non aveva certo la vocazione per fare “il pistolero della notte”, ma come dirigente della brigata omicidi qualche occasione per partecipare ad un conflitto a fuoco doveva capitare, magari avere una migliore mira nel tiro e più esperienza nello sparare non sarebbe guastato. 
Ma forse così sarebbe uscito fuori un commissario più convenzionale (che magari sarebbe piaciuto al suo primo editore, Fayard), ma probabilmente si sarebbe confuso con altri poliziotti inserendosi in un filone già battuto e perdendo così la sua rivoluzionaria carica così dirompente.
Meglio che Maigret non salti fuori a dire come avrebbe voluto essere… Lui é meglio che faccia il mestiere di commissario e lasci a Simenon fare quello del romanziere e di creatore di personaggi. E mi pare che personaggio non abbia certo avuto motivo di lamentarsi, no? (m.t.) 

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