venerdì 25 marzo 2016

SIMENON SIMENON. LA SFORTUNA DI NON ESSERE MAIGRET


Lognon: un poliziotto scontroso, non molto simpatico ai colleghi, ma stimato da Maigret per le sue capacità investigative. 

SIMENON SIMENON. LA MALCHANCE DE NE PAS ETRE MAIGRET
Lognon: un policier ombrageux, pas très sympathique aux yeux de ses collègues, mais estimé par Maigret, pour ses capacités d'investigation. 

SIMENON SIMENON. THE BAD LUCK OG NOT BEING MAIGRET
Lognon: an ill-tempered poiiceman, not likeable to his colleagues, but valued by Maigret for his investigative abilities

Nel panorama dei poliziotti parigini, che agiscono attorno alla figura di Maigret, più o meno distanti, ce n’è uno alquanto umorale e scostante, che non gode di grandi simpatie da parte dei propri colleghi. Si tratta dell’ispettore Lognon, variamente definito: lo sfortunato, lo scortese, lo scorbutico ecc.
C’è da dire, effettivamente, che Lognon – il quale non appartiene alla brigata diretta dal commissario Maigret –, sfortunato lo è veramente, se non altro in famiglia, dov’è dominato dalla moglie Solange, quasi sempre ammalata, brontolona e critica nei suoi confronti, qualsiasi cosa egli faccia.
A Lognon, il più delle volte, sembra di avere vicino non l’amorevole né comprensiva compagna di un tempo, ma una lagnosa e bisbetica e acida Santippe.
Come può, dunque, il nostro ispettore, soprattutto per questo motivo, non sentirsi immensamente sfortunato? E come può la sfortuna, che sembra perseguitarlo in modo incredibile, “non renderlo assai diffidente come un cane abituato a essere preso a pedate”?
Quando rincasa, dopo una lunga, estenuante giornata trascorsa nell’adempimento scrupoloso del proprio dovere, Lognon, che aspirerebbe a null’altro che a un po’ di riposo e tranquillità, deve invece accudire, proprio come una massaia infaticabile, a tutte le faccende domestiche, per la perenne indisposizione fisica – talvolta seria – di sua moglie.
Subito dopo la brillante conclusione del caso Goldfinger, il commissario Maigret, soddisfatto per aver egli stesso contribuito con molta efficacia allo smascheramento dell’assassino, si rivolge a Lognon in questi termini:
«Lei ha vinto la partita, vecchio mio, e contro gente parecchio scaltra… Se mi permette d’invitarla a cena, questa sera, da Manière…»
«Purtroppo…»
«Purtroppo, cosa?»
«Purtroppo mia moglie, signor commissario, sta di nuovo male, e quindi…»
Povero Lognon!
Si può essere più sfortunati di così?
E i colleghi che lo deridono – seppur tra di loro o tacitamente –, che gli hanno appioppato quei vari nomignoli irriguardosi, ingiusti, non conoscono affatto il dramma che l’ispettore vive ogni giorno. Se lo conoscessero, sicuramente lo apprezzerebbero meglio e di più, perché Lognon, come sa bene il commissario Maigret, “è un’ottima persona, in fondo, il più solerte e coscienzioso degli ispettori, tanto coscienzioso da apparire a volte insopportabile”. 

Paolo Secondini

1 commento:

  1. Murielle Wenger25 marzo 2016 09:12

    Pour une étude plus complète du personnage de Lognon, voir ici: http://www.trussel.com/maig/lognonf.htm

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