giovedì 17 marzo 2016

SIMENON SIMENON. MA QUANTI NIPOTI HA IL COMMISSARIO MAIGRET?

Seguendo le orme del celebre zio - il commissario Jules Maigret - anche i nipoti hanno scelto di fare i poliziotti.

SIMENON SIMENON. MAIS COMBIEN DE NEVEUX LE COMMISSAIRE MAIGRET A-T-IL ?
Marchant sur les traces de leur célèbre oncle – le commissaire Jules Maigret – ses neveux aussi ont choisi de devenir policiers.

SIMENON SIMENON. BUT HOW MANY NEPHEWS DOES CHIEF INSPECTOR MAIGRET HAVE?
Following on the heels of their famous uncle – Chief Inspector Maigret – his nephews have also chosen to become police officers

Tutti poliziotti i nipoti del commissario Maigret? Sono davvero tre, come appaiono in un romanzo e due racconti di Georges Simenon? O quest’ultimo, come spesso è accaduto in altre occasioni, cambia nome, forse per sbadataggine, allo stesso personaggio? Non chiama, per esempio, Henriette la signora Maigret e altrove Louise?

Intanto facciamo la conoscenza dei tre nipoti, ammesso, effettivamente, che siano tre.
Il primo è Philippe Lauer – che compare nel romanzo Maigret (oppure L’ispettore ingenuo) – di cui si sa che è figlio di una sorella della signora Maigret, e che, dopo avere prestato servizio a Parigi presso il Quai del Orfèvres (in cui è entrato per intercessione dello zio), capisce di non possedere la stoffa del buon investigatore e, pertanto, abbandona la polizia e se ne torna in Alsazia.
Il secondo è Jérôme Lacroix – anch’egli impiegato al Quai des Orfèvres – che compare nel racconto La signorina Berthe e il suo amante.
Il terzo è Paul Vinchon – familiarmente detto Popaul – ispettore alla frontiera con il Belgio e protagonista del racconto Jeumont, 51 minuti di fermata.
Dunque: tre distinti nipoti, come sopra si diceva, o sempre lo stesso personaggio con nomi diversi?
Soltanto di Jérôme Lacroix abbiamo una precisa descrizione dell’aspetto fisico e del carattere: “…era un giovane alto e ossuto, con i capelli folti e l’aria cocciuta. Aveva il naso lungo, gli occhi piccoli, mani e piedi enormi, e dava l’impressione di essere triste, ostinato, pronto a farsi tagliare a fette che venir meno al proprio dovere” (Adelphi 2013 - traduzione di Marina Di Leo).
Quanto a Paul Vinchon, nessun accenno, purtroppo, alla sua fisionomia.
Di Philippe Lauer, invece, si sa che “era miope e, visti da una certa angolatura, dietro al vetro degli occhiali, i suoi occhi parevano immensi, il che gli conferiva l’aria sbigottita di un bambino” (Mondadori 1988 - traduzione di Rosalba Buccianti); e più oltre: "Era un ragazzo alto, corpulento, dai capelli rossi e la pelle rosea.” Descrizione, quest’ultima, che solo in parte coincide con quella di Jérôme Lacroix, del quale però – come di Paul Vinchon – non si dice affatto che porti gli occhiali.
E allora?
Tre personaggi o sempre lo stesso con nomi diversi?
Sembra quasi che Simenon, quanto ai nipoti del commissario, abbia voluto trasformare i propri lettori in tanti investigatori – quasi in tanti Maigret -, affidando loro l’incarico di svelare il mistero, ma gli indizi, purtroppo, sono pochi e alquanto insufficienti.
Paolo Secondini

1 commento:

  1. Murielle Wenger17 marzo 2016 09:51

    Voir aussi ici: http://www.trussel.com/maig/mommeu.htm, chapitre 7: La famille de Mme Maigret, qui pose quelques hypothèses sur ces fameux neveux...

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